Il MANDARANANA appassiona le nuove generazioni di ricercatori, la facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università di Borgo Pancotto traina questi studii di avanguardia, dal prossimo anno il MANDARANANA potrebbe essere inserito nei testi scolastici di scuole medie e superiori.
Ecco il quadro generale che i recenti studii hanno elaborato riguardo alla particolare condizione biologica del MANDARANANA.
Il MANDARANANA derivando da dicotiledoni (mandarino, famiglia delle Rutaceae) e monocotiledoni (banana, famiglia delle Musaceae) [Il nome scientifico tradizionale di questa classe di piante è Monocotyledones, ma recentemente, ad esempio nel sistema Cronquist, è stato chiamato Liliopsida (il nome viene dal genere Lilium con l'aggiunta del suffisso -opsida che si utilizza per le classi di piante). Siccome le monocotiledoni sono un gruppo al di sopra del livello di famiglia, la scelta del suo nome è libera: infatti, l'articolo 16 del Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN) consente l'utilizzo di un nome descrittivo (come è il nome monocotiledoni) oppure di uno basato su di un nome generico (come è Liliopsida)] può probabilmente essere considerato un tricotiledone, sebbene i biologi si pistino di botte riguardo all'argomento.
Sebbene dunque Magnoliofita, o come comunemente chiamato, Angiosperma [il Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN) permette, per i taxa di rango superiore alla famiglia, di usare indipendentemente nomi descrittivi tradizionali come Angiospermae o regolarmente derivati da un genere "tipo" come Magnoliophyta, che deriva dal genere Magnolia. Ne consegue che "Angiospermae" e "Magnoliophyta" sono termini del tutto equivalenti] al MANDARANANA piace essere farsi credere una spermatofito [le Spermatofite (dal greco: spèrmatos = seme ; phytòn = pianta) costituiscono una superdivisione a cui appartengono le piante vascolari possedenti organi fiorali, grazie ai quali si riproducono tramite la formazione di semi (e al popolo? ndr)] perchè il nome fa sempre un po' ridere
Le banane si propagano asessualmente dai rami della pianta. Questi rami sono chiamati follower o sucker nel commercio, e uno o due di essi sono la fonte per il nuovo ceppo di frutta che la pianta produce, perché questa è normalmente abbattuta al momento della raccolta. Essento tuttavia il MANDARANANA una squisita (si fa per dire, ndr) creazione di Madre Natura, il frutto presenta ancora semi alla base della sua riproduzione, questi si trovano all'interno della polpa mandarinosa nata dall'infiorescenza fecondata. I fiori presentano, come tutte le "piante superiori" (anche questo termine piace molto al MANDARANANA, ma sta ad indicare "angiosperme") il complesso insieme di organi riproduttori "maschili" e "femminile", e per la precisione la parte "femminile" l'ha ereditata dal fiore del mandarino, la parte "maschile" dal fiore della banana (chi l'avrebbe mai detto! ndr).
Si può dunque affermare che il MANDARANANA si riproduce sessualmente (ma senza dare nell'occhio).
Curiosità: contrariamente a ciò che si potrebbe supporre, le banane crescono verso l'alto. I MANDARANANA crescono verso destra (da ovunque guardiate).
Ecco il quadro generale che i recenti studii hanno elaborato riguardo alla particolare condizione biologica del MANDARANANA.
Il MANDARANANA derivando da dicotiledoni (mandarino, famiglia delle Rutaceae) e monocotiledoni (banana, famiglia delle Musaceae) [Il nome scientifico tradizionale di questa classe di piante è Monocotyledones, ma recentemente, ad esempio nel sistema Cronquist, è stato chiamato Liliopsida (il nome viene dal genere Lilium con l'aggiunta del suffisso -opsida che si utilizza per le classi di piante). Siccome le monocotiledoni sono un gruppo al di sopra del livello di famiglia, la scelta del suo nome è libera: infatti, l'articolo 16 del Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN) consente l'utilizzo di un nome descrittivo (come è il nome monocotiledoni) oppure di uno basato su di un nome generico (come è Liliopsida)] può probabilmente essere considerato un tricotiledone, sebbene i biologi si pistino di botte riguardo all'argomento.
Sebbene dunque Magnoliofita, o come comunemente chiamato, Angiosperma [il Codice Internazionale di Nomenclatura Botanica (ICBN) permette, per i taxa di rango superiore alla famiglia, di usare indipendentemente nomi descrittivi tradizionali come Angiospermae o regolarmente derivati da un genere "tipo" come Magnoliophyta, che deriva dal genere Magnolia. Ne consegue che "Angiospermae" e "Magnoliophyta" sono termini del tutto equivalenti] al MANDARANANA piace essere farsi credere una spermatofito [le Spermatofite (dal greco: spèrmatos = seme ; phytòn = pianta) costituiscono una superdivisione a cui appartengono le piante vascolari possedenti organi fiorali, grazie ai quali si riproducono tramite la formazione di semi (e al popolo? ndr)] perchè il nome fa sempre un po' ridere
Le banane si propagano asessualmente dai rami della pianta. Questi rami sono chiamati follower o sucker nel commercio, e uno o due di essi sono la fonte per il nuovo ceppo di frutta che la pianta produce, perché questa è normalmente abbattuta al momento della raccolta. Essento tuttavia il MANDARANANA una squisita (si fa per dire, ndr) creazione di Madre Natura, il frutto presenta ancora semi alla base della sua riproduzione, questi si trovano all'interno della polpa mandarinosa nata dall'infiorescenza fecondata. I fiori presentano, come tutte le "piante superiori" (anche questo termine piace molto al MANDARANANA, ma sta ad indicare "angiosperme") il complesso insieme di organi riproduttori "maschili" e "femminile", e per la precisione la parte "femminile" l'ha ereditata dal fiore del mandarino, la parte "maschile" dal fiore della banana (chi l'avrebbe mai detto! ndr).
Si può dunque affermare che il MANDARANANA si riproduce sessualmente (ma senza dare nell'occhio).
Curiosità: contrariamente a ciò che si potrebbe supporre, le banane crescono verso l'alto. I MANDARANANA crescono verso destra (da ovunque guardiate).


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